Mikaeru (mikamikarin) wrote in thefeel_again,
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[Shame] Habits

Fandom: Shame
Titolo: Habits
Personaggi: Brandon Sullivan/Sissy Sullivan
Rating: pg, non bombano
Genere/warning: incesto applicato
Wordcount: 501
In cosa questa fic consiste: non si era mai davvero accorto di quanto Sissy fosse bella.
Note: scritta per la nonna, "capelli biondi". E' tecnicamente ambientata dopo una serie di fic che sono culminate con loro che scappano dall'America, tornano in Irlanda e lì crescono la loro bambina. Cia'.

Forse perché la sua adorazione per lei è sempre rimasta costante, viva e pulsante nonostante il sangue e gli anni, forse perché è abituato come i curatori degli Uffizi sono abituati alla Madonna delle Rocce, ma non si era mai davvero accorto di quanto Sissy fosse bella. Lo ha sempre saputo in maniera meno epocale, più sottocutanea, una certezza costante come quella della forza di gravità. Ma adesso che passano così tanto tempo assieme riesce a capacitarsene in maniera più distaccata e piena perché adesso si rende conto di quante persone indugino su di lei con lo sguardo, quante cambino strada apposta per incrociarla, quanti le chiedano prima le indicazioni per il Tesco più vicino e poi per lo Starbucks più vicino, se avessero voluto prendere un caffè assieme, nonostante sia sempre in compagnia di Brandon. Sua sorella possiede una bellezza sfacciata che rende incosciente il prossimo, e lui ne è orgoglioso come se l'avesse creata da una propria costola. Sissy, la sua Sissy, che sorride a tutti e non accetta nessuno, mostrando con un gesto artificiosamente casuale la fedina d'oro bianco, l'ultimo ricordo di New York; Brandon l'ha comprata prima di tornare in Irlanda, perché è a New York che si sono incontrati di nuovo, dove si sono arresi l'uno contro l'altro come soldati esausti, dove la guerra è finalmente finita.
"Cosa ami di me, Brandon?"
Sono andati a prendere il gelato, in questo primo sabato di libertà dopo anni; Sidhe è alla sua prima festa di compleanno senza genitori, esagitata e felice come un ergastolano graziato. Anche il gelataio è caduto vittima del sorriso di zucchero di sua sorella e non le ha fatto pagare niente.
"I tuoi capelli," le risponde Brandon subito, senza il bisogno di pensarci. Sissy lo prende per mano, ridacchiando.
"Non mi sarei aspettata di meno che le mie tette, ad essere sincera. Riesci ancora a stupirmi dopo tutti questi anni. Perché i capelli?"
Perché sono simili ai miei, ma diversi, e mi ricordano che sei la parte di me più difficile da amare ma l'unica che non posso strappare, perché potrei passare tutta la vita con le mani tra i tuoi capelli ed essere felice, perché sono il miele che mi tiene attaccato a te, perché potrei trovarti in mezzo alla folla solo seguendone l'odore, perché quando non c'eri, e quando c'ero ma non eri ancora mia, era il colore che cercavo tra la folla, il riverbero che rincorreva nei miei sogni.
"Perché se avessi davvero risposto tette non me l'avresti data per un mese," le dice invece, baciandole la mano libera.
"Allora non sei stupido come sembri."
Sissy, che è sempre stata così lenta a mangiare e certe abitudini non muoiono neppure con noi, sta facendo sciogliere il gelato lungo le dita. Quando se ne accorge non le pulisce, ma le allunga verso Brandon.
"Lecca."
Lui ubbidisce, guardandola negli occhi. Il sole splende, i capelli di Sissy risplendono e lei è ancora più bella del solito, ma questo in fondo lo sapeva già.
Tags: film: shame
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