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[Suits] Colour me surprised

In media, Harvey è piuttosto soddisfatto della vita che sta conducendo. Sono settimane che non sente il fortissimo desiderio di dar fuoco ai suoi alunni uno per uno, ma solo un paio (compreso Mike, a volte.) Sta finendo di pagare il mutuo. Scopa almeno due volte a settimana. Nessuno dei suoi show preferiti è stato ancora cancellato, ed è abbastanza fiducioso nel futuro.
Poi ci sono mattine libere come questa (un mercoledì in cui Mike sarebbe dovuto essere a scuola, ma non si trova nella condizione morale di poter rimproverare chicchessia) in cui il forte odore d'alcool dei pennarelli lo sveglia. In cui si rende conto che qualcuno sta usando suddetti pennarelli su di lui. Ma prima di cominciare ad urlare, si ricorda con chi è andato a dormire la notte precedente.
"Sai," sospira, la voce ancora roca di sonno, gli occhi chiusi contro il cuscino per rimandare l'inevitabile, "normalmente le coppie si svegliano a vicenda col rimming, mal che vada con un pompino. Mi sarei accontentato della lingua in bocca. Ma tu non puoi essere noioso come le coppie normali. Tu devi svegliarmi con gli Sharpie. Cosa ho fatto di male?"
"Ti scopi uno la cui infanzia è iniziata dopo il Duemila?", risponde rapidamente Mike, senza smettere di tracciare Dio sa cosa sulla schiena di Harvey.
"Intendevo filosoficamente."
"È sufficientemente filosofico."
"Mike, dimmi, qual è il tuo problema? Lo sai che puoi dirmi tutto. Mi sto aggiornando sulle malattie mentali per essere un professore migliore, più attento ai miei alunni. Pensi di avere un problema? Ci sono fior fiore di psicologi e psichiatri che possono aiutarti. O sei solo stupido come un sasso? In quel caso non dirmi niente, non farmi sentire male con me stesso."
"Nonostante tutto non ti sei ancora mosso, quindi mi stai dando il permesso di continuare a disegnare. Ti piace? Te l'avevo detto che è bello farsi dipingere addosso."
"Solitamente si intende usare pennelli e inchiostro, non pennarelli indelebili."
"Non hai pennelli né inchiostro nonostante ti abbia supplicato di comprarli."
"Non ho neanche degli Sharpie ma casualmente quelli li hai fatti comparire."
"Li avevo nello zaino ieri, colpa tua che non mi hai fatto andare a casa. Se avessi dormito a casa avrei svuotato lo zaino e non avrei avuto gli Sharpie con me."
"Forse ero un nazista nella vita precedente. Ecco perché mi sei capitato tu."
"Probabile. Possiamo comprare una tavola Ouja, magari lo scopriamo."
"Non funzionano così le tavole Ouja."
"Non funzionano comunque, tanto vale."
"Posso almeno sapere cosa stai disegnando?"
"Notte stellata, di Van Gogh", e lo dice col tono di chi non capisce il motivo della domanda, perché la risposta è chiara già da prima, "ho visto questo post su Tumblr di una ragazza che l'ha disegnata sulla coscia della sua fidanzata e ho pensato fosse dolcissimo."
"Anche lei con gli Sharpie?"
"No, con la tempera."
"La capisci, la differenza?"
"Non avevo le tempere con me."
"E non potevi aspettare di comprarle?"
"Non ho i soldi per le tempere, e poi volevo farlo oggi."
"Io ti porto dalla psicologa stasera. E non puoi più usare Tumblr."
"Okay."
"... okay?"
"Questo e altro per te, amore mio."
"Non hai dormito per niente stanotte, vero?"
"Neanche un minuto."
"E invece di prendere qualcosa per addormentarti hai pensato bene di fare questa cosa."
"Yep."
"Sei un idiota."
"Disse l'uomo che sta col ragazzo che gli sta disegnando Notte stellata sulla schiena con i pennarelli indelebili."
Harvey sospira di frustrazione, perché non può ribattere a nulla. "Sta venendo bene, almeno?"
"Una figata, sembri uno yakuza."
"Come possono essere le due cose collegate?"
"Sono io quello in profonda deprivazione di sonno, tu quello che deve trovare un filo logico in ciò che dico."
"E se non c'è?"
"Te lo inventi."
Quando Mike smette, per un attimo, di colorare, e si allunga verso il comodino per prendere un pennarello diverso, Harvey ne approfitta per girarsi sulla schiena ed intrappolarlo.
"Ehilà," sorride Mike, baciandolo. Ha tutte le dita macchiate. "Ben svegliato."
"C'è mai qualcosa di logico in quello che fai?"
"No."
"Hai finito, perlomeno? Ho fame."
"Ho cucinato, mentre dormivi. Ci sono muffin e bagel e biscotti che ti aspettano. E una teglia di lasagne. Ho anche seguito una ricetta italiana. Nel senso che l'ho cercata in italiano e l'ho tradotta e sono andato a comprare quello che mancava. Dio benedica l'America è il capitalismo che tiene aperti i supermercati ventiquattr'ore su ventiquattro."
"Abbiamo bisogno di parlare della tua insonnia."
"Hai detto che mi porti dalla psicologa, no? Mi fai finire il disegno? Ti porto un muffin. E in bagel al salmone."
"Con quali soldi hai comprato il salmone?"
Si aspetta che gli dica di avergli preso il portafogli, com'è già successo.
"L'ho rubato."
"... Mike."
"Ormai è fatta. Lo vuoi o no? Dai, te lo porto, così mangi e sei felice e mi lasci finire di lavorare."
"Non voglio sporcare le lenzuola."
"Allora portami in cucina in braccio, non ho la forza di camminare."
Harvey, sospirando, accoglie la sua richiesta con magnanimità. Mike chiude gli occhi e si addormenta con la testa sulla sua spalla. Harvey, che ancora un po' tiene alla sua sanità mentale, non lo sveglia e fa colazione in silenzio. Sarà un giorno libero molto, molto, molto lungo.
Tags: serie: suits
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